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Omnibus
25/7/2025
Alfonso Celotto ha discusso il complesso scontro istituzionale tra il Ministro della Giustizia, Nordio, e la magistratura italiana, con particolare riferimento al caso Al Masri. Celotto ha sottolineato come "il caso Al Masri sia complicatissimo a causa del segreto di Stato" e come questo scontro metta in luce le tensioni interne alla struttura giudiziaria italiana.
Il CSM (Consiglio Superiore della Magistratura), formato da membri togati e laici, ha visto "il centrodestra far mancare il numero legale per una votazione di tutela al magistrato Piccirillo." Questo è un esempio di come "il ministro stia cercando di interferire sull'organizzazione della tutela interna dei magistrati," un'azione vista da molti come "un'invasione di campo nel mondo della magistratura."
Celotto ha spiegato che la magistratura dovrebbe "autogovernarsi col CSM, che non comprende il ministro" e che "il ministro non fa parte del CSM, che è guidato dal Presidente della Repubblica e dal Presidente della Cassazione, tutti magistrati." Il dibattito si concentra sulla sezione disciplinare del CSM, che "è fatta comunque da magistrati" e solleva il dubbio di un "tentativo di spirito di tutela di corpo."
In conclusione, Celotto ha evidenziato che "la giustizia è sempre stata difficilissima, perché è difficilissimo dare a un uomo il potere di giudicare sugli altri," richiamando l'attenzione su un problema storico e attuale della giustizia.
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