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Sondaggi, il fenomeno Vannacci: fiducia al 21%, ma il consenso parla a un target mirato

11/9/2026

Qual è il reale peso del consenso attorno alla figura del generale Roberto Vannacci? A fare il punto durante la trasmissione Omnibus su La7 è Livio Gigliuto, presidente esecutivo dell’Istituto Piepoli, analizzando l’ultima rilevazione sulle opinioni degli italiani nei confronti dell’europarlamentare e autore del discusso libro Il mondo al contrario.

I numeri: fiducia al 21%, ma polarizzazione netta

Dai dati mostrati in grafica, la quota di italiani che dichiara di avere "molta" o "abbastanza" fiducia in Roberto Vannacci si attesta al 21%, registrando una crescita di un punto percentuale (+1%) rispetto all'ultima rilevazione:

  • 8% dichiara "molta" fiducia;

  • 13% esprime "abbastanza" fiducia;

  • 16% indica "poca" fiducia;

  • 52% dichiara fiducia "per nulla";

  • 11% non si esprime (senza opinione).

Se da un lato il totale del fronte scettico o contrario tocca complessivamente il 68% (con una netta maggioranza assoluta che dice "per nulla"), il 21% di gradimento positivo non è affatto trascurabile nel panorama politico attuale, posizionandosi sopra diversi leader nazionali consolidati.

La spaccatura per appartenenza politica

Il quadro si chiarisce ulteriormente osservando la ripartizione del gradimento per schieramento:

  • Centrodestra: il consenso sale al 36%;

  • Centrosinistra: la fiducia si ferma al 7%;

  • Movimento 5 Stelle: si attesta al 9%.

Guardando all’elettorato dei singoli partiti, spicca il gradimento tra chi vota Lega (dove la fiducia raggiunge il 41%) e Fratelli d’Italia (26%), a conferma di una forte presa sull’elettorato conservatore e di destra identitaria.

L’analisi di Gigliuto: «Nessun plebiscito, ha scelto un target preciso»

A rendere particolare il percorso di Vannacci, secondo l'analisi di Livio Gigliuto, è la natura stessa di questa crescita. Tradizionalmente, le nuove figure che irrompono sulla scena politica italiana conoscono fiammate di popolarità trasversali capaci di toccare vette elevatissime: basti pensare alle "lune di miele" vissute in passato da Matteo Renzi (oltre il 60%), Matteo Salvini (picchi vicini al 50%) o Giorgia Meloni (53% all'indomani della vittoria elettorale).

Vannacci, al contrario, non segue la traiettoria del leader che punta al consenso di massa indistinto:

«Roberto Vannacci ha una caratteristica diversa: non sta seguendo il trend dei leader che crescono fino al 40 o 50%. Sembra invece coltivare un pezzo molto specifico di elettorato. In termini di marketing, diremmo che ha scelto un target ben definito: coloro che si autodefiniscono marcatamente di destra.»

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