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Omnibus
18/4/2025
Il bilancio di Daniele Bellasio del vertice bilaterale tra Giorgia Meloni e Donald Trump: "È stato un rafforzamento, un evento importante per consolidare una relazione speciale che, peraltro, dal punto di vista della politica estera italiana, si inserisce nella tradizionale posizione del nostro Paese. Questa volta, tale posizione è rafforzata dalla sintonia politica tra Giorgia Meloni e Donald Trump.
A me pare che la giornata di ieri possa rappresentare un punto positivo anche a livello europeo: mentre Giorgia Meloni apriva un dialogo, anche informale, con il presidente Trump sul fronte dei dazi — precisando comunque di non poter prendere decisioni per conto dell'Unione Europea — si poneva in un ruolo di possibile intermediaria per l’UE. Intanto, a Parigi, il presidente Macron incontrava Marco Rubio, alcuni delegati del presidente americano Trump, consiglieri in Francia e Germania, e una delegazione importante del governo ucraino.
Diciamo che l’Europa sta un po’ facendo i compiti. Giorgia Meloni cerca di mediare sul fronte dei dazi e di facilitare un dialogo diretto — o comunque più diretto — tra la presidenza Trump e i vertici dell’Unione Europea. Emmanuel Macron, che è l’altro leader europeo in contatto con Trump, invece, si propone come interlocutore sul fronte della NATO e della cosiddetta 'coalizione dei volenterosi', che dovrebbe occuparsi del dopoguerra — sperando che arrivi il prima possibile — in Ucraina.
Dal punto di vista europeo, dunque, ci sono due canali di dialogo in campo: si cerca, in qualche modo, di istituzionalizzare un rapporto con la presidenza Trump, attraverso due interlocutori principali, Giorgia Meloni e — come qualcuno lo ha definito — ‘De Marguerite’ Macron. Ovviamente, l’Italia sul piano militare può incidere poco, non solo per il suo ruolo più politico che operativo all’interno della NATO, e quindi si concentra sull’altro fronte.
Mi pare, insomma, che sia stata una giornata positiva nel dialogo tra le due sponde dell’Atlantico."
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