2026 Copyright LA7 S.p.A - P.IVA 12391010159 Licenza SIAE 3344/I/3215 - Tutti i diritti riservati. È vietato l'utilizzo dei contenuti trasmessi e/o riprodotti per l'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa nonché l'impiego di strumenti automatizzati di data scraping per la loro estrazione.
Omnibus
24/11/2025
Ferdinando Adornato ha inquadrato la questione ucraina come un passaggio cruciale nei rapporti tra Europa e Stati Uniti. “È un fatto che ci può anche far osservare che l’Italia è stata tra i primi Paesi, il governo italiano è stato tra i primi a proporre questa clausola”, ha affermato, sottolineando il paradosso emerso da “quelle due tabelle”: “prima di siglare una pace con la Federazione Russa bisogna siglare una pace tra l’Ucraina e gli Stati Uniti. L’Europa, l’Ucraina e gli Stati Uniti.”
Ripercorrendo le tappe recenti della crisi, Adornato ha ricordato che “non è una cosa che nasce con Trump. Obama nel 2014 lasciò tranquillamente che la Russia occupasse la Crimea.” Ha poi aggiunto che, di fronte ai segnali dell’invasione del 2022, “Biden, avendo avuto notizia che 170.000 soldati i russi erano al confine con l’Ucraina, non fece nulla… il giorno dopo l’invasione, Biden disse a Zelensky: Prenditi un aereo e scappa.” Secondo Adornato, questo avrebbe significato che “agli Stati Uniti non gliene importava niente dell’Ucraina. Era meglio fuggire piuttosto che combattere.” In quel frangente, ha rimarcato, “Zaletski non fuggì e salvò il mondo in quella fase.”
Nell’analisi dei rapporti di forza, Adornato ha osservato che “la Russia… è fuori gioco, la Russia non parla e dovrebbe essere quella che dà dei segnali che vuole la pace.” Da qui la necessità di “immaginare che il mondo deve incamminarsi nel individuare delle regole e dei valori di una nuova coesistenza amichevole e pacifica tra l’Europa e gli Stati Uniti. Io intendo l’Europa anche ucraina, ovviamente.”
In questo quadro, per Adornato “è importante non perdere i rapporti con Trump… perché non si deve pensare a un mondo in cui l’Europa rompe con gli Stati Uniti, ma a un mondo in cui si immagina, Trump o non Trump, chiunque sia la Casa Bianca, nuove formule di coesistenza pacifiche e amichevole in cui l’Europa si sveglia… e crea una propria forza militare e politica assolutamente superiore a quella che oggi ha.” La priorità, ha ribadito, è chiara: “Prima di fare la pace con la Russia bisogna che facciano la pace l’Europa e gli Stati Uniti.”
Quanto ai contenuti di un’intesa, Adornato ha parlato della necessità di “esprimere il massimo della pressione perché, certamente, sia una pace onorevole per gli ucraini, sia una pace giusta, sia una pace duratura.” La condizione, ha concluso, è la presenza di “meccanismi di garanzia militare che proteggano l’Ucraina, meccanismi di protezione militare che coinvolgano gli Stati Uniti, perché magari fra dieci anni no, ma adesso l’Europa non può farlo da solo.”
Dalla stessa puntata