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Omnibus
5/12/2025
Dario Fabbri ha inquadrato il momento attuale con un’apertura prudente: “Un insegno di coraggiamento non male. Mettiamola in questo modo.”
Fabbri ha ricordato l’oggetto centrale della contesa: “Anzitutto Putin che rivindica l'intero Donbass… la Russia ha più o meno occupato ad oggi tre quarti del Don Basco. Il Don Basco è composto da due oblasts, a tutto quello di Lugansk e a circa l'80% di quello di Donetsk”. Da qui, la lettura del messaggio politico di Mosca: “Putin che dice o ce lo danno il Don Basco nella sua interezza, pur non avendolo conquistato, oppure ce lo prendiamo, questo certifica la sconfitta strategica della Russia, perché la Russia quasi quattro anni fa… non era partita per prendersi il Donbass, che considerava più o meno una questione di qualche ora.”
Sul terreno, Fabbri ha richiamato il contesto locale: “siamo nel cuore della Navarassia… della parte russofona dell'Ucraina, che ha subito, peraltro, in questi anni, una evidente pulizia etnica, oltre che la distruzione di quasi tutte le infrastrutture delle principali città.” In questo quadro, “Centrare un negoziato in questo momento sul Donbass… certifica la scoffita strategica della Russia.”
Chiarendo la distinzione tra livelli dell’analisi, Fabbri ha sottolineato: “Perché strategia e tattica nessuno sa esattamente che cavolo siano.” E ha aggiunto: “tatticamente la Russia ha vinto la guerra perché tatticamente la Russia ha preso territori che non erano suoi… ma le guerre si vincono strategicamente, da cui l'espressione vittoria di birro.” Oggi, infatti, “la Russia talmente in questa condizione che oggi rivendica il Donbas come premio massimo.”
Sul fronte economico-diplomatico, Fabbri ha collegato la partita territoriale al regime sanzionatorio: “che centra l'allentamento delle sanzioni. Qui mi fermo, voluto dalla Casa Bianca sull'Ucoil.” Con un accenno alla posizione di Washington: “Sì, Trump ha sottolineato che è una questione di buona volontà… Ma il tentativo americano… È quello di sedurre la Russia.”
Riassumendo l’orientamento dei contatti negoziali, Fabbri ha affermato: “tutti i negoziati possono essere riassunti così: l'Ucraina, gli americani, il Donbass alla Russia.” Una dinamica spesso fraintesa nel dibattito europeo: “Sembra che gli americani stiano dando l'Ucraina alla Russia, a cui vogliono spuntare il Donbass, più una parte di Zaporiggia, più una parte di Kerson. È gravissimo, certo, erano territori ucraini, ma sono stati occupati dalla Russia. Tuttavia l'Ucraina rimane agganciata agli Stati Uniti all'Occidente in qualsiasi forma.”
L’obiettivo strategico statunitense, secondo Fabbri, resta chiaro: “gli americani che hanno l'obiettivo di staccare invece la Russia dalla Cina, provano a sedurla con altri mezzi, tra cui l'allentamento sull'Ucraina.” Una dinamica che richiede letture non superficiali: “È una partita molto complessa e che spesso sfugge alla primissima analisi.”
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