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Ucraina, il prof. Graziano: "Per Putin Trump è un utile idiota, non è un politico, fa gli errori di un dilettante"

14/4/2025

Trump: Un Utile Idiota per Putin?

Il professor Manlio Graziano sul ruolo del presidente degli Stati Uniti Donald Trump nella geopolitica internazionale.

Alla domanda di Edgardo Gulotta se Putin si sia preso gioco di Trump, Graziano ha affermato: "Questa è un'opinione molto diffusa. Ho letto anche che per Putin Trump è un utile idiota e mi sembra che sia una definizione abbastanza corretta, ma ritorno a quello che dicevo prima. Trump non è un politico, non sa fare politica, non è il suo mestiere e quindi fa gli errori di chi è un dilettante messo a fare un lavoro che non è il suo. Nel senso che se voi aprite una trattativa dicendo tutto quello che vuoi tu per me va bene e chiedendo agli altri, invece di rinunciare a qualche cosa, non è una trattativa questa, è una capitulazione. Quindi ovviamente se si parte su quella premessa lì, mi sembra abbastanza giusto dal punto di vista suo che Putin ne approfitti, faccia un po' quello che gli pare, vada avanti nel suo mestiere. D'altra parte, la reazione di Trump al bombardamento di ieri è quanto meno ambigua. Mi dicono che sia stato un errore. Se leggete tutte le altre dichiarazioni di tutti gli altri capi di Stato, sono scandalizzate, comprese quelle di Meloni, mi sembra. Mentre lui dice: 'No, Certo è una brutta cosa, brutta cosa ha scritto, ma mi dicono che sia stato un errore'. Quindi cerca una scappatoia per Putin.

Allora io rispetto a quello che è stato detto prima avrei una riserva, nel senso che Biden si era infilato in un vicolo cieco ma non è vero che non ci fosse una volontà di Biden e di parte della sua amministrazione di trovare una via d'uscita a questa guerra. Per gli Stati Uniti non era assolutamente interessante continuare a sostenere l'Ucraina in maniera assoluta e incondizionata. Si stava ragionando e probabilmente si stava anche, ovviamente, cosa che non vengono a dire a noi, ma si stava anche già lavorando per aprire dei tavoli di trattative magari non così evidenti come i rincontri nella Penisola Arabica, però comunque c'erano delle ipotesi. E questo semplicemente per il fatto che per gli Stati Uniti si era arrivata a un limite di un limite di tolleranza, che non è il limite di tolleranza tanto del Paese, anche del Paese, naturalmente, perché il Paese si stava sguarnendo nei confronti di altri teatri che sono prioritari, ma del Paese tutto insieme. Il Paese americano è stufo di questa guerra, è stufo dell'idea che si debba pagare per sostenere l'Ucraina che credo il 90% degli americani non sappia neanche dove si trova. Quindi di lì bisognava passare.

E poi non è soltanto questo, è anche il fatto che fin da prima dell'invasione dell'Ucraina c'erano delle correnti molto importanti all'interno dei Stati Uniti che sostenevano la necessità di separare la Russia dalla Cina. Quindi, secondo me, c'è stato anche un come si può dire, una scommessa su Donald Trump, nel senso che Donald Trump, essendo vittima di questa affascinazione per i dittatori che lo porta poi a concedere a Putin quello che non concede, per esempio a Merkel o a chiunque altro che sia un po' più rispettabile, l'idea che che Donald Trump forse avrebbe potuto sbloccare una situazione in cui invece l'amministrazione Biden sembrava essere bloccata. Quindi, però, ovviamente, non penso che siano stati così convinti che Trump potesse risolvere questa questione in 24 ore, come andava dicendo e ripetendo sulle piazze pubbliche"

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