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Ucraina, la situazione militare con il gen. Cuzzelli: "I russi sono fermi, Putin non accetterà marcia indietro di Trump"

24/11/2025

Il generale Giorgio Cuzzelli ha descritto la fase attuale del conflitto russo‑ucraino come sostanzialmente bloccata sul piano militare: “Dal punto di vista militare, i russi non stanno facendo un passo avanti adesso, come non lo hanno fatto per quattro anni. I russi sono fermi, questa è la verità.” Pur riconoscendo l’intensità della pressione russa, ha puntualizzato: “Il fatto che siano in grado di esercitare sulle forze ucraine un logoramento particolarmente intenso non vuole dire che stanno vincendo.”

Soffermandosi sul settore di Pokrovsk, Cuzzelli ha ridimensionato la portata della battaglia: “Tutta la vicenda di Pokrovsk è propaganda da entrambe le parti. Pokrovsk non è altro che un avamposto isolato di una cintura fortificata che è vari chilometri indietro, e che quella sì non deve essere ceduta a nessun costo… Pokrovsk di per sé non vale la carta su cui è scritto questo sconosciuto toponimo.” Secondo il generale, “gli ucraini la stanno utilizzando per logorare lo strumento russo e ci stanno riuscendo molto bene”, pur con costi significativi nel tempo.

Sul bilancio strategico, ha ribadito: “Stanno logorando i russi. I russi non sono più vicini oggi alla vittoria finale di quanto non fossero quattro anni fa.” Tuttavia, ha avvertito che “questo logoramento ha sugli ucraini un costo nel lungo termine particolarmente elevato e quindi l’Ucraina deve essere ad ogni un costo sostenuta.” In questo quadro, Cuzzelli valuta positivamente l’approccio europeo: “La strategia cosiddetta del porcospino praticata dall’Europa è una strategia assolutamente valida e gli ucraini sono perfettamente disposti a farlo questo lavoro.”

Passando al livello politico‑diplomatico, Cuzzelli ha collegato le mosse statunitensi alle pressioni del Cremlino: “Trump, sotto la pressione di Putin per ragioni che riteniamo inconfessabili, si vede adesso costretto a trovare ad ogni costo una soluzione che soddisfi gli appetiti di Putin.” L’ipotesi che potrebbe essere messa sul tavolo, secondo il generale, avrebbe un precedente storico ingombrante: “Dal punto di vista militare, ciò che viene, si vorrebbe imporre all’Ucraina, è un armistizio tipo Versailles 1918, con una differenza fondamentale però, che l’avversario sconfitto… non è sconfitto per niente.”

Cuzzelli ha commentato anche la postura di Kyiv e dell’Unione europea: “E bene ha fatto Zelenski… a dire: Tocca a scegliere se vogliamo mantenere… la nostra dignità di Nazione.” Quanto alla dinamica negoziale, ha definito l’approccio di Trump come tipico di una trattativa al rialzo: “Tanto… Trump always check and the out. Questa è la terribile verità. L’uomo immobiliarista di Long Island, spara 100 per ottenere 10, e dunque, una volta che ha fatto la sua sparata, adesso si negozia e ritornerà a più umiti consigli.”

Il nodo resta la reazione del Cremlino: “Il punto… è vedere se l’invitato di pietra al tavolo, e cioè Putin, accepterà questa soluzione di compromesso negoziata faticosamente tra ucraini, statunitensi, americani e europei. E a mio avviso non l’accepterà, per cui arriveremo a un ulteriore stallo e la guerra continuerà.” Per Cuzzelli, “Putin a questo punto non può accettare che Trump faccia marcia indietro su quello che è un piano che è palesemente ispirato da Mosca” e, in questo braccio di ferro, “chi cadrà come un vaso di coccio… sarà sostanzialmente la presidenza Trump.”

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