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Omnibus
14/3/2025
Yaroslav Trofimov, giornalista e analista, ha smentito la possibilità che un accordo di pace tra Ucraina e Russia fosse realizzabile nel 2022. Trofimov ha chiarito il contesto della cosiddetta "trattativa di Istanbul" del marzo di quell'anno, sostenendo che le condizioni imposte da Mosca rendevano impossibile un'intesa accettabile per Kiev.
Nel marzo 2022, con i carri armati russi alle porte di Kiev e la sovranità ucraina in grave pericolo, si svolsero dei colloqui tra le due parti nella città turca di Istanbul. Tuttavia, secondo Trofimov, la Russia non era disposta a un vero compromesso, ma cercava piuttosto di imporre una capitolazione all'Ucraina. I documenti discussi – mai firmati – prevedevano condizioni inaccettabili per la sicurezza e l’indipendenza del Paese.
Tra i punti centrali delle richieste russe, Trofimov ha evidenziato due condizioni fondamentali:
Riduzione drastica dell’esercito ucraino: Mosca chiedeva di limitare le forze armate ucraine a circa 85.000 unità, mentre oggi il numero di militari ucraini supera il milione di uomini e donne.
Divieto di aiuti militari stranieri: un’eventuale accettazione di questa condizione avrebbe significato il completo disarmo dell’Ucraina, rendendola vulnerabile a future aggressioni.
Secondo Trofimov, queste condizioni avrebbero reso il Paese incapace di difendersi in eventuali conflitti successivi, lasciandolo esposto a una nuova invasione russa nel giro di pochi anni.
L’analista ha sottolineato che l’obiettivo finale di Vladimir Putin non è mai cambiato: il controllo totale sull'Ucraina. A suo avviso, quando oggi la Russia parla di un ritorno ai "parametri di Istanbul", non intende proporre un vero negoziato di pace, ma riaffermare il proprio progetto di dominazione sul Paese vicino.
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