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Omnibus
14/4/2026
A Omnibus, il talk politico di LA7 condotto da Alessandra Sardoni, è intervenuta Tonia Mastrobuoni, corrispondente da Budapest, per commentare gli ultimi sviluppi politici ungheresi dopo le elezioni che hanno visto ridimensionare il potere di Viktor Orbán.
Mastrobuoni ha aperto il suo intervento con un'analisi pungente sul ruolo di Donald Trump nella vicenda ungherese. Secondo la giornalista, l'appoggio americano non ha giovato ad Orbán: il sostegno di Trump si è rivelato un "Magic Touch, il tocco magico di danza. Anche stavolta ha funzionato, nel senso che non ha dato alcun contributo alla campagna di Orban" , con una fetta dell'elettorato orbaniano già in fuga per ragioni economiche.
La crisi economica ungherese è al centro della sua analisi. A titolo di esempio concreto, Mastrobuoni ha citato il costo dei trasporti: "il biglietto del tram rispetto a quattro anni fa è aumentato il 60%" , segnale tangibile di un'inflazione che ha colpito duramente la vita quotidiana degli ungheresi.
Pur registrando il ridimensionamento di Orbán, Mastrobuoni ha invitato a non trarre conclusioni affrettate sul destino del sovranismo europeo. "Sarei molto cauta nel diagnosticare una crisi del sovranismo in generale, perché Trump è un conto" , ha precisato, distinguendo nettamente il caso americano da quello europeo.
Sul fronte delle destre del Vecchio Continente, la corrispondente ha descritto una crescente distanza da Trump: da Bardella in Francia alla AfD tedesca, fino a Farage nel Regno Unito, i leader dell'estrema destra europea si sono dissociati dalle posizioni americane. Il risultato, secondo Mastrobuoni, è chiaro: "c'è una presa di distanza delle destre europee rispetto a un trumpismo che li sta deludendo che è un trumpismo appunto imperialista non isolazionista" .
Mastrobuoni ha poi offerto un dato che ha definito storicamente inedito. Collegando da Budapest, ha sottolineato come le elezioni abbiano prodotto un risultato senza precedenti: "io vengo da un'elezione che sostanzialmente ha fatto sparire la sinistra al Parlamento" . E ancora: "questo credo che sia il primo Parlamento in Europa dove è sparita totalmente la sinistra" .
Ha spiegato che la legge elettorale ungherese, con il suo "premio di maggioranza mostruoso" al partito vincitore, ha favorito la polarizzazione: da un lato Fidesz, dall'altro il nuovo partito di Péter Magyar, che ha raccolto l'intera opposizione progressista, liberale e ambientalista.
Sul leader emergente Péter Magyar, Mastrobuoni ha usato una metafora significativa: "Magyar è un po un foglio bianco cioè è qualcosa di nuovo, un leader populista che ha rivitalizzato un partito che non esisteva" . Ha ricordato che già nel 2024, "nella famosa intervista del 2024 in cui si ribellò contro Trump, lui veniva scusate contro Orban, lui veniva dal suo partito, lui si si si auto descrisse come di destra e conservatore" , pur avendo poi raccolto in larga parte un elettorato progressista.
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