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Omnibus
12/11/2025
Aldo Cazzullo è intervenuto sul rapporto tra presente politico e memoria storica. Riferendosi al leader della Lega, ha osservato: “Salvini si rifugia dentro una formula che mi sembra più una furbata che altra: ‘Io non mi occupo del passato, io guardo avanti, guardo il futuro’.” A proposito del generale Vannacci, ha aggiunto: “Io credo che Vannacci, a parte lo scivolone inaccettabile sulle leggi razziali abbia detto quello che pensa.”
Cazzullo ha descritto un clima culturale in cui “ci siamo creati un Duce immaginario, buon padre di famiglia, amante focoso, statista lungimirante. Fino al ’38 l’aveva zecati quasi tutti, questo è il pensiero di moltissime persone, ovviamente non il mio.” Ha quindi contestato l’idea di una cesura tra un prima e un dopo nel regime: “Ma in realtà le leggi raffiali, la Seconda guerra Mondiale, l’Alleanza con Hitler, sono l’esito naturale del fascismo.” E ha ricordato il costo umano delle scelte militari: “Mussolini ha parlato di guerra per vent’anni, ma anche mandare i nostri soldati nel deserto senza l’attreffatura adatte, in Russia senza neanche le scarpe adatte, anche quello fu un crimine contro il nostro stesso popolo.”
Rispondendo alla tesi di un presunto “fascismo buono”, Cazzullo ha detto: “Ma non è esistito un fascismo buono, un fascismo cattivo, un fascismo costituzionale, un fascismo aversivo. Il fascismo va al potere con la violenza.” Ha ricordato inoltre che “nel ’38 Mussolini aveva già eliminato fisicamente i principali esponenti dell’opposizione: Giacomo Matteotti, Piero Gobetti, Carlo Enello Rosselli, Giovanni Amendola, Don Giovanni Minzoni, un prete. Nessuno di loro era comunista, anche se non possiamo non ricordare il martirio nelle carceri fasciste di Antonio Gramsci.”
Sul piano internazionale, la sua critica si è concentrata sulle scelte strategiche del regime: “Quindi Mussolini era uno statista talmente lungimirante che ha dichiarato guerra contemporaneamente all’Impero Britannico, all’Impero Francese e poi agli Stati Uniti d’America e all’Unione Sovieta.” E ha tracciato un bilancio netto: “Il bilancio di un regime, si giudica dalla fine, è il fascismo ha conculcato la libertà degli italiani, mandato gli obrei italiani ad Auschwitz. Alla fine della Seconda guerra mondiale avevamo due milioni di case distrutte. I risparmi dei nostri nonni, dei nostri padri non volevano più niente. No, nel fascismo non c’è nulla da salvare.”
Anticipando i temi della puntata di Una Giornata Particolare, Cazzullo ha annunciato un approfondimento sulla guerra in Africa: “E stasera, parlando di El Alamein e della guerra d’Africa, vi mostreremo come, nonostante il valore di decine di migliaia di soldati italiani, Mussolini abbia scientemente mandato gli italiani a combattere una guerra che non potevano vincere, e infatti non fu vinta.”
Dalla stessa puntata