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Omnibus
17/4/2026
L'ambasciatrice Mariangela Zappia è intervenuta ad Omnibus, il programma mattutino di LA7 condotto da Alessandra Sardoni, per commentare gli sviluppi geopolitici legati alla crisi mediorientale e al ruolo dell'Europa nella gestione del conflitto con l'Iran.
Zappia ha subito chiarito la natura della proposta di coalizione per la sicurezza marittima nello Stretto di Hormuz, distinguendola dalle richieste dell'amministrazione americana: "non è esattamente quello che Trump chiedeva perché Trump chiedeva che intervenissero tutti in questo conflitto da lui scatenato con l'Iran."
L'obiettivo della coalizione, a suo avviso, sarebbe più circoscritto e ragionevole: "avere una coalizione di volenterosi che decide in queste condizioni di sostanzialmente di tenere aperta la navigazione la libera navigazione dello Stretto di Hormuz."
L'ambasciatrice ha tuttavia precisato che questa coalizione non potrà operare immediatamente. Prima di tutto è necessaria una cessazione delle ostilità: la coalizione "non potrà entrare in azione se non dopo che c'è una cessazione delle ostilità nell'area." Inoltre, "non potrà entrare in azione se non ci sarà un mandato qualunque che possa essere un mandato delle Nazioni Unite o forse europeo."
Sul piano nazionale, Zappia ha sottolineato la necessità di un passaggio parlamentare, specificando che "io vedo la nostra posizione molto simile a quella tedesca" — paese per il quale ha ricevuto conferma della necessità di una "approvazione parlamentare."
Zappia ha inquadrato la questione all'interno di un quadro più ampio, definendola "un fatto utile, un altro tassello di questo puzzle che forse si sta componendo" , un puzzle che comprende la situazione a Gaza, la tregua tra Libano e Israele e la gestione della crisi iraniana.
Pur riconoscendo alcuni effetti positivi — tra cui una maggiore assunzione di responsabilità da parte europea — l'ambasciatrice ha messo in guardia dall'imprevedibilità dell'attuale amministrazione americana. "Questa amministrazione americana ha una modalità dirompente che è quella del suo Presidente che poi decide" , e lo fa "anche contro il parere dei suoi più stretti collaboratori."
Sul fronte europeo, ha osservato positivamente che "l'Europa per esempio sta prendendo più responsabilità non solo su questo conflitto ma anche su ucraino" , pur avvertendo che la stessa imprevedibilità americana potrebbe rapidamente creare le condizioni per un fallimento del percorso in atto.
In chiusura, Zappia ha richiamato il tema degli accordi di Abramo, esprimendo amarezza per la loro sorte: "chi ha smantellato in questo momento gli accordi di Abramo è proprio chi li aveva fatti." Una prospettiva di pace per il Medio Oriente che, in questo scenario, appare ormai lontana.
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