La7 Play Logo
Home
Dirette
Guida Tv e Rivedi
Programmi
Film
Documentari
Podcast
La7 Play Logo

Note legali

  • Note legali
  • Codice media e minori
  • Product placement
  • Privacy e Cookie policy
  • Preferenze sui cookie

LA7

  • Chi siamo
  • Help
  • Pubblicità
  • Frequenze LA7
  • Scrivici
  • Corporate Governance

2026 Copyright LA7 S.p.A - P.IVA 12391010159 Licenza SIAE 3344/I/3215 - Tutti i diritti riservati. È vietato l'utilizzo dei contenuti trasmessi e/o riprodotti per l'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa nonché l'impiego di strumenti automatizzati di data scraping per la loro estrazione.

  • Home
  • Dirette
  • Guida Tv e Rivedi
  • Programmi
  • Film
  • Documentari
  • Podcast

LA7

Note legali

Network

  • LA7
  • LA7d
  • TG LA7

copyright © 2025 la7 s.p.a

p.iva 12391010159

licenza siae 3344/i/3215

  • Note legali
  • Codice media e minori
  • Product placement
  • Privacy e Cookie policy
  • Preferenze sui cookie
Otto e mezzo

Otto e mezzo

Morire a 14 anni per femminicidio - Otto e Mezzo - 28/5/2025

28/5/2025

Puntata intera

Femminicidio, crisi culturale e pensiero femminista

 

Il femminicidio e la trasformazione culturale

Il femminicidio di Martina Carbonaro, 14 anni, uccisa ad Afragola da Alessio Tucci, 19 anni, ha scosso profondamente l’opinione pubblica. La giovane età della vittima e dell’autore del crimine evidenzia la fragilità dei rapporti tra i sessi in una fase di profonda trasformazione culturale. Una trasformazione che attraversa l’Italia da oltre un secolo e che, nei soggetti più deboli, può generare risposte violente.

 

A Otto e Mezzo, condotto da Lilli Gruber, il tema è stato affrontato con Annalisa Cuzzocrea, Massimo Cacciari, Beppe Severgnini e Cathy La Torre.

 

La difficoltà nell’affrontare i cambiamenti epocali riguarda in particolare chi non è preparato a ridefinire il proprio ruolo sociale. In questo contesto, la violenza emerge come strumento di resistenza alla perdita di potere o parità. Le pene, da sole, non bastano: il linguaggio violento è già radicato nella cultura quotidiana.

 

Giovinezza, disoccupazione e disagio sociale

I giovani tra i 15 e i 24 anni risultano più esposti al rischio di comportamenti violenti. La precarietà lavorativa e la disoccupazione alimentano frustrazione e disagio, fattori che possono innescare reazioni estreme. La giovinezza, in questo quadro, diventa un elemento chiave per comprendere l'aumento dei femminicidi.

 

Il clima generale di violenza

La violenza è diventata una forma abituale di comunicazione. Il linguaggio aggressivo e l’onnipresenza di dinamiche violente nei media e nei rapporti sociali contribuiscono a creare un contesto in cui il femminicidio non appare più come un’eccezione, ma come espressione estrema di un disagio diffuso.

 

Una riflessione culturale necessaria

Il femminicidio non può essere compreso solo come crimine individuale: è il risultato di un contesto culturale e sociale complesso. Serve una riflessione profonda sui cambiamenti che attraversano la società italiana. Solo attraverso consapevolezza e sensibilità si possono prevenire tali atti e costruire una convivenza più equa.

 

Il crollo del diritto internazionale

Massimo Cacciari ha sottolineato anche la crisi del diritto internazionale, oggi sempre più soggetto alla logica del “diritto del più forte”. Un fenomeno preoccupante che mina l’equilibrio globale e richiede un’azione culturale e politica urgente.

 

Il ruolo della cultura e della politica

Secondo Cacciari, la buona cultura è l’unico strumento capace di affrontare la complessità del nostro tempo. Solo un'azione culturale profonda può avviare una vera rivoluzione in grado di contrastare violenza, disuguaglianze e regressioni sociali.

 

Il pensiero femminista come rivoluzione culturale

Il pensiero femminista, definito come la sola autentica rivoluzione culturale degli ultimi cinquant’anni, ha ridisegnato i modelli di potere e le relazioni tra individui. Un processo ancora in corso, che pone le basi per una trasformazione profonda e duratura della società.

 

 

La puntata in pillole