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Otto e mezzo

Otto e mezzo

Bartov:"Il sionismo è diventato ideologia di Stato da respingere"

10/6/2026

Lo storico Omer Bartov sostiene che il sionismo, nato come movimento di emancipazione e liberazione per gli ebrei perseguitati nell'Europa orientale, abbia subito una profonda trasformazione dopo la nascita dello Stato di Israele nel 1948. Secondo Bartov, il passaggio da movimento politico a ideologia di Stato avrebbe favorito una deriva caratterizzata da militarismo, espansionismo e oppressione.

Nel suo intervento, Bartov afferma che l'attuale ideologia dominante in Israele sarebbe influenzata da forme di suprematismo e da correnti religiose nazionaliste legate al movimento dei coloni. A suo giudizio, per continuare a essere parte della comunità internazionale, Israele dovrebbe abbandonare questa impostazione politica e ideologica.

Lo storico respinge inoltre l'idea che la critica al sionismo o alle politiche israeliane possa essere automaticamente considerata antisemitismo. Secondo Bartov, soprattutto durante i governi guidati da Benjamin Netanyahu, l'accusa di antisemitismo sarebbe stata utilizzata per delegittimare le critiche rivolte allo Stato israeliano.

Infine, Bartov denuncia quello che definisce un uso politico della memoria dell'Olocausto, sostenendo che il richiamo alla tragedia dello sterminio degli ebrei venga talvolta impiegato per giustificare le politiche nei confronti dei palestinesi. Per questo motivo invita a contrastare qualsiasi abuso della memoria storica per legittimare forme di oppressione.

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