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Otto e mezzo
12/6/2026
Durante Otto e Mezzo, Pier Luigi Bersani è tornato sullo scontro che lo ha visto contrapposto al generale Roberto Vannacci, ricordando la querela ricevuta dopo alcune sue dichiarazioni. Interpellato da Lilli Gruber, l'ex segretario del Partito Democratico ha spiegato che la magistratura risolse la vicenda riconoscendo che le sue parole costituivano una similitudine e non un'offesa diffamatoria.
Bersani ha quindi ripreso il tema delle dichiarazioni di Vannacci sull'omosessualità, accusando il generale di cercare ancora oggi giustificazioni dietro il significato letterale delle parole e le definizioni dei vocabolari. Secondo l'ex ministro, appellarsi a concetti statistici o linguistici non basta a sostenere determinate posizioni nel dibattito pubblico.
L'affondo più duro è arrivato quando Bersani ha ironizzato sul ricorso alle definizioni lessicali, sostenendo che, seguendo lo stesso ragionamento, si potrebbero trovare sui dizionari significati che nulla hanno a che vedere con il contesto reale delle parole utilizzate. Da qui la stoccata rivolta a Vannacci: «Gli consiglio di trovare un alibi più forte».
Per l'esponente dem, parlare di omosessualità come di una questione di "gusti" significa ignorare il percorso culturale che negli anni ha portato a considerarla una condizione personale e non una semplice preferenza. Un intervento che ha riacceso il confronto politico e mediatico tra due protagonisti spesso contrapposti su temi identitari e sociali.
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