2026 Copyright LA7 S.p.A - P.IVA 12391010159 Licenza SIAE 3344/I/3215 - Tutti i diritti riservati. È vietato l'utilizzo dei contenuti trasmessi e/o riprodotti per l'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa nonché l'impiego di strumenti automatizzati di data scraping per la loro estrazione.
Otto e mezzo
6/5/2026
Il giornalista Emiliano Fittipaldi è intervenuto a Otto e Mezzo, il talk show di La7 condotto da Lilli Gruber, per fare il punto su alcuni dei casi più scottanti che coinvolgono l'attuale governo guidato da Giorgia Meloni.
La conduttrice ha aperto il confronto citando la "batosta referendaria" e il conseguente cambio di narrazione da parte della premier, con l'attenzione spostata su piano casa, nucleare e salario giusto. Gruber ha osservato come questa operazione potrebbe servire a "spostare l'attenzione da altri problemi e scandali molto imbarazzanti" per l'esecutivo, elencando tra questi il caso Delmastro, quello di Nicole Minetti, il caso spionaggio legato all'ex numero due dei servizi Del Deo e la vicenda del ministro dell'Interno Piantedosi con Claudia Conte.
Sul fronte della libertà di stampa, Gruber ha sottolineato come il ministro Piantedosi abbia dato mandato ai suoi legali di querelare Dagospia, e come anche il ministro della Giustizia Nordio abbia querelato la giornalista Berlinguer e Mediaset, chiedendo a Fittipaldi se si trattasse di "querele temerarie" o di iniziative legittime.
Fittipaldi ha risposto precisando di aver fatto "i complimenti a Nordio per aver ritirato la querela Ranucci, per esempio, dopo che Ranucci ha chiesto scusa". Sul caso Dagospia, ha invece difeso l'operato di Roberto D'Agostino, affermando che il sito "ha fatto solo il suo mestiere, cioè ha raccontato di una vicenda che potrebbe essere del tutto personale facendo una serie di domande". Ha poi spiegato la propria posizione sulle querele ai giornalisti: "quando tu intervieni con una querela un giornalista, o è del tutto fondata — e in questo caso siccome non è fondata — noi giornalisti abbiamo anche grande potere e quindi se sbagliamo è anche giusto che in qualche modo ne paghiamo le conseguenze se lo facciamo in maniera dolosa. In questo caso è del tutto fuori luogo".
Sul caso Nordio-Mediaset, Fittipaldi ha evidenziato un possibile intreccio politico, notando che "sappiamo perfettamente che in questo momento Marina Berlusconi e Giorgia Meloni non hanno un eccellente rapporto", e immaginando che il ministro abbia preventivamente consultato la premier prima di procedere.
Chiudendo il suo intervento, Fittipaldi ha puntato il dito sulla mancanza di trasparenza di Giorgia Meloni, affermando che "la Meloni non ha ancora spiegato nulla di quello che è accaduto". Ha ricordato i principali nodi irrisolti: il caso del sottosegretario Delmastro, "che ha cacciato ancora non abbiamo capito perché era in affari con un prestanome dei Senesi", e la promozione e successivo siluramento di Del Deo dai servizi segreti "dopo che aveva spiato il suo capo di gabinetto Caputi". Secondo Fittipaldi, il governo preferisce parlare d'altro — "il piano casa, l'energia" — "pensando che gli italiani hanno una memoria molto corta".
Dalla stessa puntata