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Otto e mezzo
26/10/2026
Distinguere chi compie saccheggi da chi scende in piazza per esprimere un disagio: è il punto centrale dell’analisi di Massimo Giannini a Otto e Mezzo. Il giornalista contesta una rappresentazione delle proteste che sovrappone le violenze alle rivendicazioni di migliaia di giovani, a suo giudizio trascurati dalla politica. Richiamando la propria presenza a Milano durante il fine settimana, descrive una città tranquilla e mette in discussione il racconto televisivo di una giornata ad altissima tensione, così come il ruolo attribuito al nuovo decreto sicurezza.
La riflessione si estende al fermo di Youssef Siher nell’inchiesta sul Movimento 17 ottobre. Giannini precisa di non voler ridimensionare la rilevanza del caso, ma invita ad approfondire le contestazioni senza trasformarlo nella spiegazione dell’intera mobilitazione: “Rappresentarlo come il nuovo Bin Laden a me sembra un po’ troppo”.
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