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Otto e mezzo
16/9/2026
Nel suo Punto, Paolo Pagliaro analizza i ritardi strutturali che frenano la competitività italiana. Negli ultimi quattro anni, le società attive nei settori del gas, dell’elettricità, delle autostrade e delle ferrovie hanno distribuito 10 miliardi di euro in dividendi: risorse che, se reinvestite, avrebbero potuto aumentare fino al 50% il potenziamento delle reti. Restano le criticità della manutenzione stradale, della rete idrica, che disperde il 42% dell’acqua immessa, e del trasporto merci su rotaia, fermo all’11% contro una media europea del 20%.
I dati emergono dal rapporto dell’Osservatorio delle imprese dell’Università Sapienza, dedicato ai dieci ritardi da colmare per competere nel mondo. L’Italia è scesa al 45° posto su 70 Paesi nella classifica globale della competitività, pur conservando punti di forza nella regolazione dell’intelligenza artificiale, nella ricerca, nei data center, nel supercalcolo e nelle telecomunicazioni. Tra gli ostacoli principali resta però la difficoltà nel far rispettare i contratti, un limite che continua ad allontanare potenziali investitori.
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