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Otto e mezzo

Otto e mezzo

Gaza, Lucio Caracciolo: "Il piano di pace di Trump manca di sostanza. La destra di Israele non apprezzerà"

29/9/2025

Lucio Caracciolo ha inquadrato l’annuncio di Donald Trump sull’accordo per Gaza come un’operazione ad altissima enfasi ma ancora lontana da una vera soluzione. Secondo Caracciolo, “Questo non è solamente, secondo Trump, un accordo per Gaza, ma è la fine di due, 3000 anni di guerre, così le ha descritte, in Medio Oriente. Quindi non manca certamente l'ambizione, non manca l'emfasi, manca un bel po' di sostanza.”

Per Caracciolo, la proposta è tutt’altro che definita: “Stiamo parlando di un semilavorato che viene venduto come prodotto finito e confezionato. Semilavorato perché c'è un accordo fra Netanyahu e Trump, ma manca ancora l'accordo con Hamas.” Un passaggio che ne complica l’attuazione immediata: “E non penso che sarà facile che Hamas aderisca su queste basi. Ci sarà quindi necessità di un altro negoziato sulla base di queste proposte e vedremo quale sarà la risposta di Hamas.”

Sul fronte israeliano, Caracciolo sottolinea le frizioni politiche interne: “È chiaro che una parte consistente di Israele, e soprattutto alcuni ministri che sono nel governo di Netanyahu, come Bangbirs, Motrich, associati, cioè la destra ultra-religiosa, non apprezzerà molti aspetti di questa proposta perché viene meno a quelle che sono le loro dichiarate ambizioni.” Interessante, osserva, è stato l’approccio comunicativo dei protagonisti: “È stato interessante, più che ascoltare Trump, che non finiva di parlare, ascoltare le prime frasi di Netanyahu, che ringraziavano il più grande amico che Israele abbia mai avuto alla Casa Bianca e presentavano questo accordo non come un compromesso, ma come una vittoria totale.” Una narrazione che, avverte, potrebbe scontrarsi con la realtà: “Cosa che evidentemente Netanyahu non può tenere sul campo.”

La variabile temporale sarà cruciale: “Decisivi saranno i prossimi giorni.” Caracciolo lega l’iniziativa anche al clima politico tra i due leader: “Certamente molto accontato in questa iniziativa voluta da Trump, l'atteggiamento che Netanyahu ha preso nei suoi confronti negli ultimi tempi e che lo hanno parecchio irritato, come ha detto anche pubblicamente. Insomma, si è sentito manipolato.”

Infine, Caracciolo evidenzia il mutato umore dell’opinione pubblica negli Stati Uniti: “D'altra parte c'è una base non solamente americana in genere, ma anche trampiana, che sta cambiando abbastanza idea su Israele, e questo, specialmente fra i giovani, e questo è un fattore di imbarazzo per l'America che non vuole finire coinvolto in nessun modo in una guerra in Medio Oriente.”

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