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Otto e mezzo
20/1/2026
Giorgia Pacione Di Bello ha affrontato diversi aspetti della postura italiana ed europea nel contesto internazionale, a partire dal ruolo della presidente del Consiglio. Secondo Pacione Di Bello, “Meloni, a livello di agroalimentare, come è stato detto, in realtà ha ottenuto dei vantaggi per l’Italia”. Tuttavia, ha aggiunto che, se si “contestualizza il ruolo di Meloni all’interno dell’Unione Europea come pontiera per Trump, io sono d’accordo che Meloni perda un po’ questo potere”.
Pacione Di Bello ha poi richiamato l’attenzione sulle dinamiche interne all’Unione Europea, sostenendo che “la questione dell’Unione Europea è molto semplice. Non si sa con chi parlare”. A suo avviso, il nodo della rappresentanza si è evidenziato quando “Macron […] parlava a nome dell’Unione Europea. Non so se ha cambiato lavoro e diventato il portavoce di Kaya Callas o di Ursula von der Leyen”.
Sulla risposta europea alle politiche commerciali statunitensi, Pacione Di Bello ha rimarcato il valore della cautela: “Giorgia Meloni ha fatto molto bene, ma insieme a Merz, e aggiungo anche al Fondo Monetario Internazionale, a dire che bisogna stare un attimo calmi all’Unione Europea di controribattere a Trump con la stessa moneta, ovvero con i dazi”. Ha inoltre avvertito che l’eventuale adozione di dazi di ritorsione “potrebbero costare solo all’Italia un meno 8% nell’export solo nel 2026”.
In chiusura, ha affrontato il tema dell’esercitazione militare nel Nord Europa, spiegando l’assenza italiana: “Meloni, in Italia, non ha partecipato alla missione all’agro-inlandia. Oggi, Mercia ha spiegato anche il motivo, perché la Germania, altri Paesi, soprattutto del nord Europa, avevano già partecipato l’anno scorso ed era un’etercitazione militare che riguarda e si rifà, e riguarda esclusivamente i Paesi del Nord e viene rinnovata d’in anno in anno”. E ha concluso: “Quindi anche qui bisogna un atto mettere i puntini sui rei. C’è una burocrazia che giustifica”.
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