2026 Copyright LA7 S.p.A - P.IVA 12391010159 Licenza SIAE 3344/I/3215 - Tutti i diritti riservati. È vietato l'utilizzo dei contenuti trasmessi e/o riprodotti per l'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa nonché l'impiego di strumenti automatizzati di data scraping per la loro estrazione.
Otto e mezzo
18/4/2026
Nel corso del dibattito televisivo, Luca Guadagnino interviene sulla dinamica tra movimenti sovranisti e populisti, definendola strutturalmente instabile e destinata a contraddizioni profonde.
Secondo Guadagnino, la distanza tra i diversi sovranismi europei renderebbe difficile qualsiasi forma di cooperazione stabile, poiché ogni leadership tenderebbe a privilegiare l’interesse nazionale rispetto a una visione politica condivisa. In questo quadro, i leader populisti vengono descritti come figure costantemente in campagna elettorale, più orientate alla comunicazione che alla gestione ordinaria del governo.
Il riferimento a Giorgia Meloni è diretto: il regista sostiene che la premier italiana sarebbe particolarmente efficace sul piano comunicativo, ma meno incisiva nella costruzione di una linea politica coerente di lungo periodo. Viene inoltre richiamato il suo ruolo all’interno del centrodestra italiano e la sua evoluzione politica fino alla guida del governo.
Guadagnino affronta anche il rapporto tra Meloni e Donald Trump, descritto non come un’alleanza ideologica solida ma come una relazione pragmatica e mutevole, basata su convenienze politiche più che su affinità strutturali. In questo contesto, il rapporto con gli Stati Uniti viene interpretato come oscillante tra attrazione politica e calcolo strategico.
La conclusione è che le attuali dinamiche tra sovranismi e leadership internazionali restano fluide e difficilmente riconducibili a schemi politici stabili.
Dalla stessa puntata