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Otto e mezzo
Si parla del governo Prodi e della legge finanziaria. Ospiti di Ritanna Armeni e Giuliano Ferrara sono Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano, il sociologo Luca Ricolfi e il vicedirettore di Repubblica Massimo Giannini.
Filippo Penati è stato eletto Presidente della Provincia di Milano nel giugno 2004. Fa parte della Direzione nazionale dei Democratici di sinistra. Su "Il Foglio" di giovedì 28 settembre, Penati avverte Prodi che il centrosinistra sta per colpire i suoi elettori : "Niente deve sembrare punitivo, i sacrifici devono farli tutti, attenzione allo sviluppo. Nelle regioni del centro-nord le appartenenze politiche non sono più fondate sul censo, tant'è che Lega e Forza Italia prendono molti voti nei quartieri periferici e negli insediamenti delle case popolari . Non è vero che chi è povero vota a sinistra e chi è ricco a destra. La leva fiscale è uno degli strumenti di cui si parla a questo mondo, il mondo delle professioni e del capitalismo atomico".
Il sociologo torinese Luca Ricolfi, in un articolo uscito su "La Stampa" del 21 settembre scorso scrive: "A sei mesi dalle elezioni, ampiamente doppiato il capo dei 'primi cento giorni', quel che nessuno di noi riesce a capire è dove la nave del governo sia diretta (...). Sulle questioni che interessano di più i cittadini, ossia le tasse, i servizi pubblici, le infrastrutture, i prezzi, il governo non manda segnali chiari (...). Perché non riusciamo a capire dove il timoniere sta portando la nave? Forse, la ragione è che non vi è alcun timone. Il timoniere non timona. Finge di timonare. Muove la barra un po' a destra, un po' a sinistra".
Su Repubblica il 27 settembre in un editoriale intitolato "La coesione che non c'è ", il vicedirettore di Repubblica Massimo Giannini scrive : "Una partita a tennis senza la pallina. Così, una settimana fa, il ministro Padoa-Schioppa aveva definito il suo primo incontro con i parlamentari dell'Ulivo per discutere di Finanziaria: brevi cenni sull'universo, ma niente dettagli e niente numeri. Adesso che la pallina c'è e comincia a rimbalzare, la manovra economica del centrosinistra diventa quello che si temeva: un campo di battaglia, più che un campo da tennis... Era prevedibile. Ma non è un buon segnale per Prodi, che dopo le velenose polemiche sull'affare Telecom cercava proprio sulla Finanziaria l'occasione di rilancio"