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Otto e mezzo
16/12/2025
Gruber ha riassunto il fatto: l’Imam era stato sottoposto a una misura restrittiva perché ritenuto socialmente pericoloso in base alle sue parole; il tribunale ha poi revocato il provvedimento, non rilevando un rischio attuale.
Travaglio ha commentato con una posizione netta a favore della libertà di espressione, pur giudicando gravissime le parole dell’imam. Ha criticato quelli che si professano difensori del “free speech” ma chiedono arresti o espulsioni per opinioni, per quanto aberranti. Secondo Travaglio: - la sanzione penale o amministrativa non può colpire un’opinione, per quanto abominevole; - diverrebbe altra cosa solo in presenza di un’istigazione concreta alla violenza (“Ammazzateli”), che configurerebbe reato e pericolosità; - la libertà di parola deve valere per tutti, non a geometria variabile.
Il dibattito, così impostato, tocca un nodo ricorrente: il confine tra la tutela dell’ordine pubblico e la protezione della libertà di espressione. Nel caso specifico, i giudici hanno ritenuto che un’opinione – priva di incitamento diretto alla violenza – non bastasse a giustificare misure restrittive sulla libertà personale. Travaglio rivendica la coerenza del principio liberale: difendere la libertà di parola soprattutto quando le opinioni espresse ci indignano.
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