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Otto e mezzo
20/4/2026
Nel corso di una recente puntata di Otto e Mezzo, il talk show di La7 condotto da Lilli Gruber, è intervenuta Evelina Christillin, che ha offerto una lettura critica dell'attuale clima politico italiano ed europeo, con particolare attenzione al tema dell'immigrazione e alle derive della destra di governo.
La discussione si è aperta sul tema dell'immigrazione come strumento ideologico della destra. Gruber ha inquadrato il dibattito parlando di una «logica razzista come cultura di fondo nel governo di Giorgia Meloni», sottolineando come ogni tentativo in quella direzione sembri configurarsi come una prova dei limiti costituzionali, con l'obiettivo anche di «aizzare una parte dell'opinione pubblica a pretendere che gli avvocati vengano premiati se riescono a convincere un immigrato a tornare a casa».
Christillin ha commentato la competizione interna alla destra sul tema dell'immigrazione, descrivendo una dinamica in cui i leader sembrano inseguirsi a vicenda verso posizioni sempre più estreme. A suo avviso, si tratterebbe di una gara « di chi la spara più grossa, di chi la dice più forte, di chi usa dei sistemi più violenti, mi verrebbe da dire. »
Christillin ha poi richiamato quanto accaduto a Milano nei giorni precedenti, dove tre cortei avrebbero raccolto una partecipazione nettamente superiore alla manifestazione di Salvini in piazza del Duomo. Ha descritto così la scena:
"ieri a Milano — l'altro ieri a Milano — c'erano tre cortei che hanno blindato nelle varie parti di piazza del Duomo la manifestazione di Salvini, che sono stati molto più partecipati della manifestazione di Salvini. Erano tre cortei di giovani, di donne, di persone qualunque che hanno semplicemente detto: questo non lo vogliamo. Ed erano tre volte di più che quelli di piazza del Duomo."
A sostegno di questa lettura, Christillin ha ricordato anche la sconfitta di Orban in Ungheria, sottolineando come Salvini avesse fino a poco prima celebrato il premier ungherese come un «grande compagno, anzi compagno camerata».
Christillin ha concluso il suo intervento con una valutazione più ampia sulle tendenze politiche globali, mettendo in discussione l'efficacia del modello sovranista-populista, incluso il rapporto con Trump:
"non mi sembra che il mondo poi voglia andare decisamente da quella parte lì. Io starei un po' attento, perché anche questa vicinanza — adesso un pochino allontanata — rispetto a Trump: i suoi risultati direi che non li stia proprio producendo."
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