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Otto e mezzo

Otto e mezzo

L'ATOMICA COREANA

Sono intervenuti a parlare della crisi internazionale innescata dall'atomica della Corea del Nord, Federico Rampini, corrispondente de La Repubblica in collegamento da Pechino, Maurizio Molinari di La Stampa da New York, Marta Dassù, direttore della rivista Astenia, ed il politologo Charles Kupchan, in questi giorni in Italia per partecipare ad incontri con personalità  politiche italiane.

Kupchan è docente di Relazioni internazionali alla Georgetown University di Washington e durante la prima amministrazione Clinton è stato direttore delle Relazioni Europee del National Security Council. Ha scritto un saggio critico sul declino della supremazia degli Stati Uniti e sul peso crescente dell'economia europea sulla scena internazionale, dal titolo "La fine dell'era americana" (2003).

Il corrispondente della "Repubblica" da Pechino, Federico Rampini, sul suo giornale, ieri 11 ottobre, mette al centro della sua analisi la reazione della Cina al test nucleare della Corea del Nord e cita il Wall Street Journal che scrive "La Cina è obbligata a rivedere la sua politica di non-interferenza negli affari interni degli altri paesi".
In merito a questo "ipotetico golpe rosso" suggerito dal quotidiano americano alla Cina, Rampini osserva: "Il golpe rosso toglierebbe Pechino da una posizione scomoda: il rischio di trovarsi nel mezzo di una spirale bellicosa con i giapponesi pronti a una corsa al riarmo." E conclude: "La Cina sul benessere materiale ha fatto passi da gigante . Per questo progresso le libertà  politiche non sono state fin qui necessarie. Autoritarismo più mercato è la ricetta del golpe rosso che un giorno potrebbe rendere Pyongyang un po' più simile a Pechino".

Il corrispondente de La Stampa dagli Stati Uniti, Maurizio Molinari, ha scritto ieri 11 ottobre che per la prima volta la Cina chiede alle Nazioni Unite di adottare sanzioni contro la politica di proliferazione del regime nordcoreano e puntualizza: "L'unico vero punto di convergenza fra Usa e Cina è nel voler evitare la proliferazione e dovranno essere le feluche delle due parti a trasformare questo delicato equilibrio nel testo di una risoluzione".

Ha partecipato anche il direttore Aspenia, Marta Dassù, specialista nelle Relazioni Internazionali e nella politica estera italiana, è inoltre direttore dei Programmi Nazionali dell'Aspen Institute in Italia ed è autrice di numerose pubblicazioni sui giornali specializzati italiani ed europei. Dal 1998 al 2001 è stata consigliere in politica estera nei governi D'Alema e Amato (1998- 2001).

>> GUARDA IL PUNTO DI LANFRANCO PACE