L'Iran è in grado di colpire Israele da un punto di vista militare. L'attacco di Israele ha decapitato i vertici militari e una parte della dirigenza del programma nucleare.
Ma a che punto siamo adesso?
Risponde Lucio Caracciolo.
Siamo all'inizio di una guerra totale tra una potenza nucleare, Israele, e una che vorrebbe diventarlo, l'Iran, che va letta nel contesto del 7 ottobre.
Israele sta combattendo per la prima volta nella storia una guerra su sette fronti che non riesce a vincere e anzi, sotto certi profili, sta perdendo e ora cerca di dare un colpo finale all'Iran.
L'obiettivo di Israele non è semplicemente colpire i siti nucleari, far fuori qualche generale che poi verrà sostituito. L'obiettivo di Israele è far fuori il regime e possibilmente mettercene un altro più favorevole.
Siamo al "regime change" che come tutti i regime change sono fatti alla cieca, nel senso che se alla fine gli israeliani dovessero farcela rimpiangerebbero l'attuale regime.
Riassumendo in tre punti l'analisi geopolitica del direttore di Limes
• Israele e Iran sono all’inizio di una guerra totale, asimmetrica sul piano nucleare ma strategicamente cruciale.
• Israele combatte su sette fronti e mira non solo a colpire obiettivi militari, ma a rovesciare il regime iraniano.
• Il tentativo di "regime change" è rischioso, senza garanzie sul futuro e potenzialmente controproducente.