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Otto e mezzo
19/6/2026
Secondo Beppe Severgnini, il governo di Benjamin Netanyahu si trova oggi in una posizione di forte dipendenza dagli Stati Uniti di Donald Trump, considerati l’unico alleato in grado di garantire un sostegno politico, finanziario e militare a Israele.
Nel suo intervento, Severgnini ha espresso preoccupazione per quanto potrebbe accadere in Cisgiordania, sostenendo che le tensioni e le criticità osservate negli ultimi anni rischiano di proseguire anche dopo la fine del conflitto. Allo stesso tempo, ha sottolineato il crescente disagio dell’opinione pubblica europea di fronte agli sviluppi della crisi.
Analizzando l’intesa raggiunta con l’Iran, il giornalista ha evitato di parlare di una vittoria diplomatica, definendola piuttosto un accordo che “sembra una resa”. Tra gli elementi evidenziati figurano lo sblocco di fondi iraniani, la fine delle sanzioni e i nuovi investimenti destinati alla ricostruzione del Paese.
Per Severgnini, il risultato finale rischia inoltre di rafforzare il regime iraniano sul piano politico e simbolico, mentre l’azione di Trump confermerebbe una gestione internazionale che continua a suscitare forti critiche.
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