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Otto e mezzo

Otto e mezzo

Piano per Gaza, Giannini: "Siamo alla retorica, all'enfasi, è tutto nebuloso"

29/9/2025

Massimo Giannini ha messo in fila opportunità e incognite del piano annunciato da Donald Trump, mantenendo un approccio prudente sull’effettiva portata dell’intesa. “Concordo ovviamente con quello che diceva Lucio, nel senso che per ora siamo alla retorica, all’enfasi assoluta, a un accordo storico, chiudiamo 2000 anni.”

Giannini ha riconosciuto la dimensione internazionale del progetto, sottolineando la novità del perimetro diplomatico evocato da Trump: “Però effettivamente ancora è tutto abbastanza nebuloso, mi pare, soprattutto per la parte che riguarda Hamas, perché, ricordiamo, dalle parole che abbiamo ascoltato da Trump, qui il fatto nuovo è il coinvolgimento di un numero infinito di paesi. Lui li ha snocciolati tutti che saranno i suoi grandi elettori per il premio Nobel, con tutta evidenza, soprattutto il mondo arabo, eccetera.”

Secondo Giannini, questa cornice più ampia potrebbe favorire una stabilizzazione regionale: “La cosa, ovviamente, è positiva perché, appunto, come diceva Caracciolo, può preludere alla sistemazione dell’intera area e non soltanto della questione israelo-palestinese.” Ha però voluto inserire una chiave di lettura storica sugli equilibri di potere e le reazioni violente che possono innescarsi: “Voglio ricordare un punto per quel che vale, ma un po’ vale. Il 7 ottobre, quel terribile pogrom compiuto dai tagliagole di Hamas, avviene esattamente in risposta agli Accordi di Abramo, che gli Stati Uniti avevano patrocinato insieme alle petromonarchie del Golfo, passando sopra la testa di Hamas.”

Sul fronte iraniano, Giannini ha evidenziato come il contesto odierno differisca da quello precedente: “All’epoca Hamas poteva contare sulla copertura dell’Iran e dei guardiani della rivoluzione che oggi, come ha ricordato lo stesso Netanyahu dalle prime parole che ha detto, ha voluto sottolineare il colpo mortale inferto all’Iran grazie ai B2 americani. Quindi è chiaro che quello cambia un po’ lo scenario.”

Resta però, secondo Giannini, un punto irrisolto: la leva concreta per ottenere l’adesione di Hamas. “Ancora non vedo qual è la contropartita che può spingere Hamas ad accettare questo accordo, se non il fatto che, come ha detto Trump, o accettano questo piano o se no diamo via libera a Netanyahu perché finisca il lavoro. E sappiamo dalla tragedia in mano alla quale abbiamo assistito finora cosa questo può significare.”

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