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Otto e mezzo
29/9/2025
Andrea Scanzi ha invitato alla prudenza di fronte agli ultimi sviluppi per Gaza con il piano di pace presentato da Trump: "Rispetto a due, tre ore fa siamo tutti appena più ottimisti. Però le prossime 72 ore e non solo saranno molto lunghe”.
Riferendosi al ruolo di Donald Trump, Scanzi ha detto: “Bisogna sperare una volta tanto in Trump, perché se Trump facesse anche solo un decimo di quello che ha promesso, sarebbero contenti tutti. Quando tieni la pace, sei contento che te la porti Trump, che te la porti chiunque”. Allo stesso tempo, ha avvertito contro letture affrettate: “Io temo che... Stiamo parlando di un semilavorato, quindi ho ancora paura per la flottiglia, perché non è che adesso sia risolto tutto”.
Sul piano umanitario, Scanzi ha rimarcato che “non è finito il genocidio, non basta fare quello che ha fatto Trump, per quanto sia già qualcosa”, insistendo sulla necessità di mantenere alta l’attenzione: “Chi è sdegnato, schifato e terrorizzato dal cenocidio, giustamente continuerà adesso e lo continuerà a combattere, perché ancora non è stato risolto nulla”.
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