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Otto e mezzo
24/3/2026
Secondo Giannini, la sconfitta del Sì al referendum è responsabilità diretta di Giorgia Meloni, che ha condotto personalmente la campagna elettorale e ne ha parlato quotidianamente in televisione. L’analista sottolinea che i ministri, sottosegretari e viceministri – definiti una “banda di scappati di casa” – sono stati scelti interamente dalla premier e resteranno difesi da lei, nonostante eventuali retroscena nascosti.
Giannini descrive questi membri del governo come vere “scatole nere”, contenenti informazioni che Meloni può solo gestire senza rivelare. La sconfitta riflette dunque le scelte personali della premier più che l’operato del suo esecutivo.
Nonostante la battuta d’arresto referendaria, Giannini precisa che nessuno, nemmeno l’opposizione, ha chiesto le dimissioni di Meloni, ma l’evento segna un momento di cambiamento significativo nel panorama politico italiano.
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