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Otto e mezzo
11/3/2026
Durante la trasmissione Otto e mezzo, l’ex ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha criticato duramente uno dei punti della riforma al centro del referendum sulla giustizia: il sistema di sorteggio previsto per la composizione del Consiglio Superiore della Magistratura.
Secondo Bonafede, il meccanismo introdotto dalla riforma sarebbe profondamente squilibrato. Con la separazione tra giudici e pubblici ministeri, infatti, verrebbero creati due CSM distinti e due diversi sistemi di selezione dei componenti. Per quanto riguarda la componente togata, ha spiegato, il sorteggio riguarderebbe un numero molto limitato di magistrati rispetto alla platea complessiva.
“Parliamo di circa venti persone su settemila giudici e di altri venti su circa duemila pubblici ministeri”, ha sottolineato l’ex ministro, definendo questo sistema una vera e propria “lotteria”. Un meccanismo che, a suo giudizio, rischierebbe di rendere casuale la selezione dei membri togati.
Diverso invece il discorso per i membri laici del CSM, che continuerebbero a essere eletti dal Parlamento. “La parte laica, quella eletta dalla politica, rimane eletta dalla politica”, ha osservato Bonafede, sostenendo che proprio questa asimmetria renda il sorteggio previsto dalla riforma “palesemente finto”.
Il tema resta al centro del confronto politico in vista del referendum sulla giustizia, che continua a dividere magistratura, partiti e opinione pubblica.
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