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Otto e mezzo
26/2/2026
Andrea Scanzi ha commentato le valutazioni di Paolo Mieli sulla riforma della giustizia, invitando a non riversare tutta la fiducia sul governo. Secondo Scanzi, Mieli mostra un atteggiamento troppo “messianico” verso l’esecutivo, mentre la realtà del dibattito politico e giudiziario è più complessa.
Il giornalista ha evidenziato la disparità di credibilità tra i protagonisti del dibattito: da un lato il ministro della Giustizia Nordio, che commette errori evidenti secondo Scanzi; dall’altro magistrati come Gratteri, che conoscono più a fondo la giustizia e affrontano rischi concreti quotidianamente. Questo rende difficile per i cittadini medi fidarsi di Nordio, anche se Mieli sostiene le sue motivazioni.
Scanzi ha sottolineato che se le ragioni del governo sono davvero quelle indicate da Mieli, dovrebbero essere comunicate chiaramente: “Se il governo è così convinto, perché non lo dice? Noi queste cose non le abbiamo mai sentite nelle settimane passate.”
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