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Otto e mezzo
10/6/2026
Secondo Giovanna Sattanino, il ricordo dell'Olocausto non può essere svilito né utilizzato come elemento di compensazione storica. Lo Stato di Israele, afferma, non sarebbe nato come risarcimento per le persecuzioni naziste, ma dal riconoscimento di un legame storico e millenario tra il popolo ebraico e il proprio territorio.
Sattanino invita inoltre a distinguere tra diverse interpretazioni del sionismo, separando la visione favorevole alla coesistenza di due popoli e due Stati dalle posizioni più radicali e messianiche che sostengono l'espansione territoriale israeliana.
Nel suo intervento sottolinea che la critica politica alle scelte del governo guidato da Benjamin Netanyahu è legittima e necessaria, soprattutto alla luce degli eventi più recenti. Tuttavia, avverte che tale critica non dovrebbe trasformarsi in una condanna generalizzata dello Stato di Israele o del popolo ebraico.
Per Sattanino esiste il rischio di attribuire una responsabilità collettiva a un'intera comunità sulla base delle decisioni di un governo. Un approccio che, secondo il giornalista, va evitato per mantenere il dibattito sul piano politico e non identitario.
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