La7 Play Logo
Home
Dirette
Guida Tv e Rivedi
Programmi
Film
Documentari
Podcast
La7 Play Logo

Note legali

  • Note legali
  • Codice media e minori
  • Product placement
  • Privacy e Cookie policy
  • Preferenze sui cookie

LA7

  • Chi siamo
  • Help
  • Pubblicità
  • Frequenze LA7
  • Scrivici
  • Corporate Governance

2026 Copyright LA7 S.p.A - P.IVA 12391010159 Licenza SIAE 3344/I/3215 - Tutti i diritti riservati. È vietato l'utilizzo dei contenuti trasmessi e/o riprodotti per l'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa nonché l'impiego di strumenti automatizzati di data scraping per la loro estrazione.

  • Home
  • Dirette
  • Guida Tv e Rivedi
  • Programmi
  • Film
  • Documentari
  • Podcast

LA7

Note legali

Network

  • LA7
  • LA7d
  • TG LA7

copyright © 2025 la7 s.p.a

p.iva 12391010159

licenza siae 3344/i/3215

  • Note legali
  • Codice media e minori
  • Product placement
  • Privacy e Cookie policy
  • Preferenze sui cookie
Otto e mezzo

Otto e mezzo

Si dimette il segretario generale del Garante Privacy, Ranucci: “Dipendenti spiati, ci scrivono come vittime di mafia”

21/11/2025

Si è dimesso il segretario generale dell’Autorità Garante per la Privacy, Angelo Fanizza, dopo le rivelazioni sul tentativo di monitorare le email dei dipendenti per individuare una presunta “talpa” interna che avrebbe fornito informazioni alla trasmissione Report.
Un caso che ha scosso l’istituzione, spingendo i dipendenti a chiedere le dimissioni dell’intero Collegio.

A Otto e Mezzo, Sigfrido Ranucci ha denunciato un clima interno all’Autorità “fuori controllo”. Secondo quanto raccontato, a fermare l’operazione sarebbe stato un dirigente del reparto informatico, che si sarebbe rifiutato di accedere alle email dei colleghi perché ciò avrebbe violato la legge e le stesse regole del Garante.

Ranucci ha poi rivelato di aver ricevuto una lettera anonima da parte di dipendenti dell'Autorità: un documento interno che elenca criticità, tensioni, timore di ritorsioni e l’impossibilità di segnalare problemi in modo sicuro.
“Ci scrivono come se fossero vittime di mafia”, ha dichiarato, sottolineando la gravità della situazione in un ufficio che dovrebbe garantire la protezione dei dati personali dei cittadini.

Report tornerà sul caso nella prossima puntata con nuovi dettagli e testimonianze.

Dalla stessa puntata