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Otto e mezzo
13/3/2026
Marco Travaglio è tornato a difendere la magistratura e, in particolare, Nicola Gratteri dalle accuse di politicizzazione mosse da Italo Bocchino. Durante un intervento sul referendum della riforma della giustizia, il direttore del Fatto Quotidiano ha sottolineato come l’appartenenza alle correnti non equivalga automaticamente a politicizzazione.
“Far parte delle correnti non vuol dire essere politicizzati – ha affermato Travaglio – altrimenti Bocchino starebbe insultando Mantovano, magistrato in aspettativa e alto esponente di Magistratura Indipendente, o lo stesso Gratteri, procuratore di Napoli, che è un esempio lampante di magistrato non politicizzato ma impegnato concretamente sul territorio. Dobbiamo davvero dubitare di chi ha preso provvedimenti importanti solo perché fa parte di una corrente?”.
Il giornalista ha evidenziato quanto sia sbagliato screditare migliaia di magistrati solo per la loro appartenenza associativa: “Bisogna dimostrare ogni volta che ogni loro provvedimento è viziato da motivazioni politiche. Altrimenti si continua a attaccare persone per il solo fatto di essere membri di un’associazione privata insieme a colleghi”.
Travaglio ha poi ribadito il ruolo di Gratteri come “portabandiera del No” al referendum, proprio perché, non essendo mai stato membro di alcuna corrente, può criticare le logiche interne senza conflitti di interesse. “Ecco perché continuano a insultarlo – ha concluso Travaglio – perché Gratteri smonta tutte le menzogne sulle correnti”.
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