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Otto e mezzo
12/6/2026
Ospite di Otto e Mezzo, Marco Travaglio ha spiegato il successo politico di Roberto Vannacci, sostenendo che il generale intercetti un elettorato molto più ampio di quanto spesso venga rappresentato nel dibattito pubblico. Secondo il direttore del Fatto Quotidiano, Vannacci dà voce a una destra che trova riferimenti internazionali in figure come Donald Trump e che raccoglie consenso soprattutto tra i ceti popolari.
Per Travaglio, il generale riesce a parlare a chi è preoccupato dall'immigrazione, critica gli eccessi del politically correct e guarda con crescente diffidenza alle scelte dell'Unione Europea, dall'aumento delle spese per la difesa fino al sostegno all'Ucraina. Temi che, a suo giudizio, non possono essere liquidati con etichette o slogan.
Il giornalista ha sostenuto che deridere Vannacci o definirlo semplicemente "fascista" finisce per rafforzarne il consenso, perché evita di affrontare questioni che una parte consistente dell'opinione pubblica considera reali e urgenti. La risposta, secondo Travaglio, dovrebbe arrivare attraverso proposte politiche più credibili e vicine alle preoccupazioni quotidiane delle persone.
L'affondo finale è rivolto alla sinistra, accusata di concentrarsi troppo spesso su battaglie percepite come lontane dai problemi della maggioranza dei cittadini. «Quando la sinistra dà l'impressione di occuparsi della gonna anziché del cappotto, c'è qualcuno che arriva e si prende il cappotto», ha concluso, indicando proprio in questo vuoto una delle ragioni della crescita politica di Vannacci.
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