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Otto e mezzo
20/1/2026
Antonio Di Bella ha commentato le dinamiche della destra statunitense e le ripercussioni economiche e geopolitiche delle recenti scelte di Donald Trump. Secondo Di Bella, “ovviamente c’è un elemento di narcisismo patologico nel presidente americano” e lui “spera e crede” che “la destra repubblicana cominci a preoccuparsi”.
Di Bella sottolinea come “già la sua base elettorale non vede di buon occhio questo suo attivismo internazionale”. A questa base “gli avevano promesso che si occupava degli affari interni, la Borsa da spesa che continua a essere sempre più cara, anche per i dazi che ricadono all’interno degli Stati Uniti”.
Sul fronte energetico, osserva che “i petrolieri capiscono che, è bello dirlo, ma in Venezuela rimettere in piedi e estrarre il petrolio in una società di guerra civile non è molto semplice”. Allo stesso modo, mette in guardia su aspettative irrealistiche: “E anche la Groenlandia non è che si va lì e si comincia a scavare e saltano fuori alle terre rare. Sono processi complesti, delicati”.
Di Bella richiama anche le perplessità del mondo finanziario: “lo stesso Wall Street Journal è critico e dice non puoi rompere l’alleanza per il Groenlandia perché qui sta sfasciando tutto ed è un danno anche per il capitalismo americano”. E conclude riportando l’attenzione sul nodo centrale: “Torniamo all’economia.”
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