2026 Copyright LA7 S.p.A - P.IVA 12391010159 Licenza SIAE 3344/I/3215 - Tutti i diritti riservati. È vietato l'utilizzo dei contenuti trasmessi e/o riprodotti per l'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa nonché l'impiego di strumenti automatizzati di data scraping per la loro estrazione.
Otto e mezzo
18/4/2026
Nel corso del vertice di Parigi, il commento di Massimo Giannini sulla posizione di Giorgia Meloni è stato fortemente critico. Secondo la sua analisi, la fase politica del premier sarebbe segnata da una ricollocazione tardiva nello scenario europeo e internazionale.
Giannini descrive una strategia iniziale definita come una serie di scommesse politiche su diversi fronti: da un lato il rapporto con Donald Trump negli Stati Uniti, dall’altro l’area dei governi sovranisti europei, tra cui Viktor Orbán e i Paesi del blocco di Visegrad. Una linea che, secondo il commento, avrebbe progressivamente perso solidità con il mutare degli equilibri geopolitici.
Nel passaggio successivo, viene evidenziato il ritorno di Meloni nel contesto delle iniziative europee, descritte come una sorta di “coalizione dei volenterosi”. Tuttavia, secondo Giannini, il ruolo del premier sarebbe rimasto a lungo marginale o osservativo, più che pienamente integrato nei processi decisionali europei.
La conclusione dell’analisi è netta: la cosiddetta “missione Salvate il soldato Giorgia” sarebbe arrivata in ritardo rispetto all’evoluzione del quadro politico internazionale, con esiti ancora incerti.
Dalla stessa puntata