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Scheda

7/5/2025

RIFORMA DELLA BUROCRAZIA

A che punto siamo con la promessa di Giorgia Meloni sulla riforma della burocrazia?

RIFORMA DELLA BUROCRAZIA

COSA È STATO FATTO?

Il 9 febbraio, il ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo ha dichiarato di voler semplificare almeno 200 procedure entro l’anno e 600 entro il 2026: “Lavoriamo per anticipare l’obiettivo del Pnrr fissato al 2024”.

Nel consiglio dei Ministri del 28 marzo è stato approvata anche la riforma del Codice degli appalti. Le disposizioni del codice saranno efficaci solo a partire dal primo luglio 2023. Tra le modifiche adottate:

  • riduzione dei tempi delle gare;

  • istituzione di una banca dati digitale contenenti i dati di tutte le imprese, come fosse una sorta di “carta di identità digitale”; 

  • liberalizzazione degli appalti sotto soglia. Al di sotto dei 5,3 milioni di euro, le stazioni appaltanti potranno attivare procedure negoziate oppure procedere con affidamenti diretti; 

  • liberalizzazione degli appalti fino a 500mila euro. Le piccole stazioni appaltanti potranno procedere senza passare senza le stazioni appaltanti qualificate; 

  • possibilità di affidamento diretto per i lavori di importo inferiore a 150mila euro e per i servizi, compresi quelli di ingegneria, architettura e progettazione, di importo inferiore a 140mila euro.

  • introduzione del “dissenso costruttivo”: nel caso del coinvolgimento di più enti, l’ente che si oppone dovrà offrire anche una soluzione alternativa;

  • salvaguardia del Made in Italy. Tra i criteri di valutazione dell’offerta si considerano anche il valore percentuale dei prodotti originari dell’Italia o di altri paesi UE e la valorizzazione delle imprese che abbiano sede nel territorio in cui verrà realizzata l’opera

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