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Piazzapulita
24/4/2025
“Tu ti senti antifascista?” “Non mi schiero da nessuna delle due parti, sinceramente”.
Emanuela Pala ha chiesto a ragazze e ragazzi cosa si celebra il 25 aprile. Le risposte, tra incertezze storiche e riflessioni più consapevoli, raccontano un rapporto complicato con la memoria della Liberazione. C’è chi parla di antifascismo come valore da difendere oggi più che mai, e chi ammette di non averne mai discusso, neanche a scuola. Un viaggio tra Roma e Milano, tra chi il 25 aprile lo ricorda con convinzione, e chi quasi non sa di cosa si tratti.
Il 22 aprile 2025, al termine del Consiglio dei Ministri che ha fissato cinque giorni di lutto nazionale per la morte di Papa Francesco, il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, ha dichiarato che tutte le cerimonie per il 25 aprile sono consentite, ma “tenuto conto del contesto e quindi con la sobrietà che la circostanza impone a ciascuno”. Le sue dichiarazioni, condivise da vari esponenti della maggioranza, hanno suscitato forti reazioni da parte dell’opposizione e dell’ANPI, che hanno accusato il governo di voler svuotare la Festa della Liberazione del suo significato storico e antifascista. A pochi giorni dalla ricorrenza, il tema è diventato terreno di scontro politico, alimentato anche dall’assenza di un chiaro riferimento all’antifascismo in alcune dichiarazioni ufficiali.
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