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Piazzapulita
25/4/2025
Nel cuore di Milano, tra le vetrine del Made in Italy, apre uno showroom di auto elettriche cinesi. Una presenza significativa: dichiarano prezzi inferiori del 30% rispetto alla concorrenza europea, componentistica interamente prodotta a Shenzhen e un modello industriale che sta già ridefinendo gli equilibri globali. Le auto cinesi guadagnano terreno, mentre l’Europa arranca. Nel frattempo, in Veneto, cuore produttivo italiano, gli imprenditori temono che la Cina possa travolgerli. E denunciano l'assenza di politiche a loro sostegno. Mentre gli Stati Uniti reagiscono con i dazi, l’Italia resta esposta. Il reportage di Carlo Marsilli.
L'amministrazione Trump ha intensificato la sua politica commerciale protezionista, imponendo dazi su una vasta gamma di prodotti importati. Queste misure hanno colpito settori chiave come l'acciaio, l'alluminio e l’elettronica. L’impatto di tali dazi si è fatto sentire a livello globale: l'aumento dei costi di importazione ha generato un rialzo dei prezzi per i consumatori statunitensi e una diminuzione della fiducia degli investitori. Le aziende, in particolare quelle del settore tecnologico, si trovano ad affrontare sfide significative, con alcune costrette a rivedere i propri modelli di business per far fronte ai nuovi costi. Se da un lato l’obiettivo dichiarato dell’amministrazione era quello di proteggere l’industria nazionale e ridurre il deficit commerciale, dall’altro si teme che queste politiche possano avere ripercussioni disastrose sull’economia globale, innescando tensioni commerciali e incertezze a lungo termine
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