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Piazzapulita

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Caso Almasri: l’informativa dei Ministri Nordio e Piantedosi in Aula

6/2/2025

Mercoledì 5 febbraio il ministro della Difesa Nordio e il ministro dell’Interno Piantedosi sono in aula per riferire sul caso Almasri, il capo della polizia libica direttore del carcere di Mitiga arrestato a Torino il 18 gennaio per crimini contro l’umanità e crimini di guerra. Viene rilasciato tre giorni dopo. Perché è stato liberato nonostante le accuse della Corte Penale Internazionale? I ministri chiariscono le ragioni delle decisioni prese dal Governo in merito alla questione. Nordio giustifica l’attesa nel richiedere l’arresto: “l’atto era nullo” ed elenca gli errori commessi della CpI. Piantedosi ribadisce che Almasri “è stato espulso per la sicurezza dello Stato”. I toni si scaldano e l’opposizione è infuocata. Renzi a Nordio: “è stato imbarazzante, è venuto in Aula a fare la difesa di Almasri”.

 

Il caso Almasri. Cos’è successo?

 

Osama Almasri Njeem, capo della polizia libica e direttore del carcere di Mitiga, è accusato di crimini di guerra e contro l’umanità. Il 6 gennaio parte da Tripoli alla volta di Londra. Tra il 13 e il 16 gennaio si muove da Londra a Bruxelles, in Belgio, e poi a Bonn, in Germania . Sabato 18 gennaio arriva a Torino, per assistere al match Juventus-Milan. Viene fermato per un controllo di routine. Dopo il controllo, Almasri torna in albergo. Nello stesso giorno, la Corte Penale Internazionale emette unmandato d’arresto per Almasri a seguito di un’istanza avanzata dalla Procura presso la stessa Corte, lo scorso 2 ottobre. In quelle ore, il personale dell’Aja ha preso contatto con un funzionario di sicurezza dell’ambasciata italiana in Olanda per comunicargli che Almasri sarebbe entrato in Italia. Parallelamente, ha richiesto a INTERPOL di emettere un Red Advice/Allerta Rossa ”. I poliziotti di Torino individuano Almasri. Alle 3 del mattino del 19 gennaio la Digos di Torino raggiunge Almasri e lo arresta. La procura Generale di Torino passa le carte alla Procura Generale di Roma e la comunicazione viene trasmessa al Ministero della Giustizia. Nordio, quindi, ha il mandato dell’Aja e la richiesta della Digos, ma non agisce. Lunedì 20 gennaio le autorità libiche contattano diversi legali italiani per affiancarli al generale incarcerato a Torino. Il Ministero di Giustizia è ufficialmente in possesso del fascicolo. Il Procuratore Generale di Roma, rilevando “l’irritualità” dell’arresto in assenza di una richiesta del Ministero, contatta il Ministero di Giustizia chiedendo se intendessero fare la richiesta di arresto, ma non riceve risposta. A questo punto, data l’ irritualità , il Procuratore chiede alla Corte d’Appello la scarcerazione che viene decretata il giorno seguente. Martedì 21 gennaio alle 19:52, il Falcon 900 decolla verso Tripoli, con Almasri a bordo e arriva alle 21:42. Mercoledì 22 gennaio, la Corte dell’Aja pubblica un comunicato in cui ricostruisce cronologicamente la vicenda: fin da sabato 18, chi di dovere era stato informato e aveva gli elementi necessari. Invece, scrive l’Aja, “il 21 gennaio 2025, senza preavviso o consultazione con la Corte, Osama Elmasry Njeem sarebbe stato rilasciato e riportato in Libia. La Corte sta cercando, e non ha ancora ottenuto, una verifica da parte delle autorità sui passi che sarebbero stati compiuti”.

 

 

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