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Piazzapulita
1/5/2025
Il 7 maggio inizia il Conclave, snodo cruciale per il futuro della Chiesa cattolica. Un meccanismo preciso, tra rigore umano e dimensione spirituale, scandito da riti antichi e regole ferree — ma non privo di risvolti politici e geopolitici. Chi guiderà la Chiesa dopo Papa Francesco? Prevalgono i sostenitori della sua linea riformista o i fautori di un ritorno alla tradizione? Conta di più l’esperienza pastorale o il ruolo istituzionale? La leadership spirituale o quella diplomatica? E la provenienza geografica può influire? Roberta Benvenuto ne parla con Marco Damilano, per tracciare una mappa delle correnti, degli equilibri e dei possibili scenari dell’elezione del nuovo Papa.
Prima dell’inizio del Conclave, una squadra specializzata allestisce la Cappella Sistina per accogliere i cardinali elettori. Viene montata una pedana in legno, disposte sedie personalizzate in ciliegio e 12 tavoli rivestiti in panno beige e raso bordeaux. Al centro, davanti al Giudizio Universale, si colloca l’urna per i voti, il leggio con il Vangelo per il giuramento e tutto il materiale per la votazione. Accanto all’altare, la celebre stufa in ghisa, dalla cui canna fumaria usciranno le fumate: nera in caso di voto nullo, bianca per l’elezione del Papa. Tre le urne totali, inclusa quella per i cardinali infermi nella Casa di Santa Marta.
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