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Piazzapulita
3/4/2025
"L'export di vino italiano negli Stati Uniti vale più di 2 miliardi di euro. Considerando tutto l'indotto, parliamo di oltre 2 milioni di posti di lavoro: potremmo perderne il 10 per cento", spiega Lamberto Frescobaldi, presidente dell'Unione Italiana Vini. Il 2 aprile, infatti, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha imposto il 20 per cento dei dazi su tutte le merci europee, comprese quelle italiane. Questa minaccia sta creando preoccupazione per il futuro di un settore che esporta negli Stati Uniti più di un terzo del vino prodotto. Anche i cittadini americani, che viaggiano tra le più rinomate cantine italiane in cerca di bottiglie da commercializzare oltreoceano, non condividono la scelta del presidente americano: "I vini americani non rimpiazzeranno quelli italiani. Con i dazi ci perdiamo tutti." Il reportage di Federico Marconi
"Con i sanguinosi dazi americani al 20% il mercato dovrà tagliare i propri ricavi di 323 milioni di euro all'anno, pena l'uscita dal mercato per buona parte delle nostre produzioni.", ha spiegato il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi, dopo l'annuncio del presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump. Le aree geografiche più danneggiate rischiano di essere quella del Brunello in Toscana, del Prosecco in Veneto e Friuli e nella stessa area il Pinot Grigio perché sono le denominazioni vitivinicole maggiormente esportate negli Usa.
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