2026 Copyright LA7 S.p.A - P.IVA 12391010159 Licenza SIAE 3344/I/3215 - Tutti i diritti riservati. È vietato l'utilizzo dei contenuti trasmessi e/o riprodotti per l'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa nonché l'impiego di strumenti automatizzati di data scraping per la loro estrazione.
Piazzapulita
7/3/2025
"Al governo abbiamo un uomo, Donald Trump, che è chiaramente pronto a usare tutti i mezzi e tutte le leve di pressione di potere e di intimidazione per addomesticare i suoi critici. Dopo le prime settimane dell'amministrazione Trump, è chiaro che c'è un'offensiva molto aggressiva nei confronti della stampa indipendente. Il Washington Post o il New York Times possono fare un buonissimo lavoro per raccontare tutto quello che succede, ma se la gente prende tutte le sue notizie da mezzi come Facebook e Google, non so dove saremo." L'intervista di Sacha Biazzo ad Alexander Stille, scrittore e giornalista statunitense, professore di giornalismo presso la Columbia University.
Il 26 novembre 2025, il proprietario del Washington Post, Jeff Bezos, con un post su X ha annunciato un cambio nella sezione delle opinioni del giornale: "scriveremo ogni giorno a sostegno e difesa di due pilastri: libertà personali e libero mercato". L'imprenditore sostiene che il compito del suo giornale non sia più quello di dare spazio a qualsiasi opinione perché è un servizio pubblico che ora svolge Internet.
Questo annuncio ha scatenato preoccupazioni e proteste all’interno della redazione e fra i lettori del giornale, che percepiscono questa scelta come uno spostamento verso posizioni più conservatrici e di destra del giornale. Elon Musk, invece, ha accolto la decisione con un commento di congratulazioni nei confronti di Bezos.
Dalla stessa puntata