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Piazzapulita
8/5/2025
Prima della guerra, circa 500 camion al giorno garantivano i rifornimenti essenziali alla popolazione di Gaza. Oggi, migliaia di mezzi umanitari sono fermi al confine, mentre l’assedio imposto da Israele blocca l’ingresso di qualsiasi tipo di aiuto. Nella Striscia si muore non solo sotto le bombe, ma anche per malnutrizione e mancanza di cure. E mentre Israele accusa Hamas di intercettare gli aiuti, dall’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi arriva una risposta netta: “I media internazionali dovrebbero poter entrare a Gaza per verificare se questa accusa sia fondata o meno. Per quanto ci riguarda, siamo noi a portare gli aiuti, siamo noi a distribuirli e ogni volta che riceviamo segnalazioni di un’eventuale deviazione degli aiuti, allora indaghiamo su queste segnalazioni. Ma finché questa affermazione non sarà verificata, resta solo un’affermazione e nulla può giustificare la punizione collettiva del popolo di Gaza”. L’intervista di Anna Airoldi a Juliette Touma, direttrice della comunicazione di UNRWA, l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi.
Nell’intervista, le immagini di Gaza sono state realizzate dal filmmaker locale Massoud Al Yaroosha.
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