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Piazzapulita

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“Hanno cominciato a picchiarmi finché non sono caduto”: parla un giornalista palestinese torturato in un carcere israeliano

21/5/2026

Era il 2012 la prima volta che lo hanno arrestato, l’ultima nel 2024. 

Sami Saeed Abdul-Sa'i è un giornalista freelance palestinese. Prelevato in Cisgiordania dalle forze israeliane il 24 febbraio 2024 racconta: "un ufficiale mi faceva delle domande, sostenendo che appartenessi a una fazione palestinese. Mi ha fatto una proposta: potevo essere liberato subito, in cambio avrei dovuto collaborare con i servizi segreti israeliani, diventare un loro informatore. Ho rifiutato e mi hanno portato nel carcere di Megiddo. Mi hanno tenuto in carcere per 16 mesi".

Bendato, picchiato, torturato, stuprato. "Un gruppo di secondini ha cominciato a picchiarmi finché sono caduto per terra. Mi davano colpi in faccia, alla schiena, alle parti intime. Ad un certo punto un secondino è salito su di me. Mi ha messo un piede sulla testa e l’altro sul collo. Ha cominciato a saltellare".

Nell’intervista parla anche delle ultime umiliazioni agli attivisti della Flotilla: “Ho apprezzato molto il fatto che l’Italia abbia convocato l’ambasciatore israeliano per il trattamento degli attivisti. Mi piacerebbe che spendesse due parole per le migliaia di palestinesi indifesi rinchiusi nelle carceri. Il mondo libero deve agire per i prigionieri palestinesi”.

 

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