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Piazzapulita
29/5/2025
Dopo il taglio dei fondi di aprile, il 22 maggio l’amministrazione USA ha revocato a Harvard la certificazione per i programmi dedicati agli studenti internazionali. Il motivo? Il rifiuto dell’ateneo di adeguarsi a richieste governative come la profilazione degli studenti immigrati, il controllo delle proteste, e la revisione dei criteri per assunzioni e inclusione. Donald Trump accusa Harvard di favorire antisemitismo e di ospitare “persone pericolose per il Paese”. Ma tra chi vive il campus ogni giorno emerge un altro lato della vicenda: timori concreti, paura di ritorsioni, controlli arbitrari, vite e carriere sospese. L’analisi di Linda Giannattasio con le interviste ai docenti Alfonso Caramazza e Francesca Giovannini, e le testimonianze degli studenti dell’Ateneo.
Ad Harvard gli studenti stranieri sono circa il 27% del totale e provenienti da oltre 140 Paesi. Secondo le statistiche dell’anno accademico 2024-25 pubblicate dall’Harvard International Office sul sito dell’università ci sono 280 italiani. Sui 10.158 studenti stranieri iscritti nel 2024-25 a Harvard, la quota maggiore proviene dall’Asia. Secondo i dati più recenti disponibili, 2.126 studenti vengono dalla Cina; 788 dall’India; 260 dal Giappone. Per quanto riguarda l’Europa, 402 studenti provengono dal Regno Unito; 549 dalla Germania; 305 dalla Francia, 203 dalla Spagna e 280 dall’Italia. Tra le altre comunità studentesche significative, si contano 769 studenti e ricercatori dal Canada, 173 dall’Australia e 151 studenti da Singapore.
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