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Piazzapulita
10/4/2025
L’escalation innescata da Donald Trump scuote i mercati internazionali e getta ombre anche su uno degli appuntamenti più importanti del design internazionale: il Salone del Mobile di Milano. I nuovi dazi imposti dal presidente USA stanno generando un clima di forte incertezza e volatilità, con crolli vistosi nelle borse. Questa instabilità ha avuto un impatto diretto anche sugli espositori italiani, molti dei quali fanno affidamento sull’export verso gli Stati Uniti per una parte rilevante del loro fatturato. I dazi non colpiscono solo i costi, ma influenzano soprattutto la domanda, mettendo in crisi il posizionamento dei prodotti italiani. Al Salone si respira preoccupazione: gli imprenditori parlano di una “turbolenza inattesa” che rischia di complicare ulteriormente un contesto già difficile. Il rischio più grande, secondo gli operatori del settore, è la progressiva perdita di competitività sul mercato americano e la riduzione dei volumi di vendita, con ripercussioni sull'intera filiera del Made in Italy.
Il reportage di Carlo Marsilli.
Donald Trump ha annunciato l’intenzione di introdurre e aumentare i dazi su diverse categorie di merci importate, in particolare dalla Cina, come parte di una strategia volta a riportare la produzione all’interno degli Stati Uniti. I dazi rientrano in un piano dichiaratamente protezionista, che sta già generando forti reazioni nei mercati internazionali e tra gli attori del commercio globale. Le borse asiatiche hanno registrato perdite pesanti, seguite da vendite massicce anche in Europa e a Wall Street, alimentando i timori di una nuova guerra commerciale. Di fronte a queste tensioni, la Casa Bianca ha deciso di introdurre una pausa di 90 giorni sull’attuazione di alcuni dazi, con l’obiettivo di concedere tempo alle trattative diplomatiche e cercare di evitare una spirale di ritorsioni. Tuttavia, la Cina resta esclusa da questa sospensione, mantenendo alta la tensione tra le due principali economie mondiali.
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