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Piazzapulita
18/9/2025
L’Italia ha sospeso l’export di armi verso Israele. Vero. Ma i rapporti commerciali tra Roma e Tel Aviv non si sono fermati: anzi, continuano su più fronti.
Dagli appalti su gas e cybersicurezza, fino a quelli destinati a progetti militari, come il contratto con la fabbrica d'armi israeliana Elta Systems approvato dalla Commissione il Difesa lo scorso 20 maggio. E poi c'è l'organizzazione pro-Israele Elnet, ora radicata anche in Italia, a cui il ministro Tajani ha mostrato vicinanza: a settembre 2024 è stato anche ospite di un incontro organizzato da Elnet, nella residenza newyorkese di un sostenitore della potente lobby. In quell’occasione si è dichiarato “contro ogni proposta di Stato palestinese” mentre oggi sembra dire cose molto diverse.
Un’inchiesta di Carlo Marsilli, con le interviste a Francesco Vignarca (Milex), Arnaldo Lomuti (Commissione Difesa, M5S) e Alberto Negri (Il Manifesto) per provare a capire i tentennamenti del Governo italiano su riconoscimento dello Stato palestinese e sanzioni a Israele.
Bruxelles ha proposto un pacchetto di sanzioni contro Israele: dazi su una serie di prodotti israeliani; misure mirate contro i ministri Ben Ghvir e Smotrich e ai coloni violenti; lo stop immediato ad alcuni fondi dell'assistenza bilaterale. Il comparto militare però non sarà toccato dalle sanzioni: non rientra nell'accordo d'associazione Ue-Israele ed è invece regolato dalle norme del Wto.
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