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Piazzapulita

Piazzapulita

Il grido di dolore dell’economia riempie e infiamma le piazze

29/10/2020

Pietro Parisi è uno chef campano famoso in tutto il mondo. Alle 13.15, nel suo ristorante, neanche un cliente. “Per adeguarci alle misure abbiamo speso 40 mila euro e vedere i tavoli vuoti ti fa male” spiega Parisi a Sara Giudice. Nei vicoli storici di Napoli, invece, all’ora di pranzo le pizzerie sono semideserte o chiuse. La sera in piazza si radunano cittadini, studenti, commercianti, ristoratori e baristi in una protesta pacifica.
 
A Roma, invece, davanti al palazzo della regione Lazio, Luca Bertazzoni incontra baristi e ristoratori che versano nei tombini gli avanzi di birra dei loro locali: “Siamo imprenditori, non lanciamo molotov”. Nella notte, invece, scontri violenti tra polizia e gruppi di destra hanno infiammato Piazza del Popolo. 
 
A Bologna, Salvatore Gulisano visita un locale che ha deciso di rimanere aperto dopo le 18.00 per protesta. Il titolare è stato multato: “Rifiuterò i soldi di Conte - spiega - i soldi me li voglio guadagnare lavorando”. In piazza Maggiore le tavole apparecchiate col distanziamento tra un posto e l’altro sono il simbolo della protesta dei lavoratori e degli imprenditori del settore. Si presenta anche Salvini che viene contestato da alcuni presenti.

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